Le piattaforme di lavoro elevabili (PLE)
Le piattaforme di lavoro elevabili (PLE)
Sono attrezzature utilizzate per lavori temporanei in quota, consentendo agli operatori di raggiungere aree elevate (altezze superiori a i 2mt) in modo più rapido e flessibile rispetto alle tradizionali soluzioni come ponteggi o scale. Le PLE offrono diversi vantaggi, tra cui:
- Sicurezza: riduzione dei rischi per il lavoratore rispetto a soluzioni tradizionali.
- Mobilità: possono essere spostate facilmente da un luogo all’altro del cantiere.
- Versatilità: operabili in diversi contesti e su terreni sconnessi, anche in zone difficili da raggiungere.
- Costi operativi ridotti: a differenza di altre attrezzature, le PLE non richiedono costi di manutenzione e sostegno.
- Autonomia: alcune versioni possono operare senza supporto, aumentando la manovrabilità.
Le PLE sono equipaggiate di una piattaforma o un cestello collegati a una struttura elevabile, che può essere di diverso genere. Questi macchinari si possono suddividere per categorie, in base alle loro caratteristiche costruttive.
Il funzionamento della PLE è basato sul sistema di movimentazione idraulico (nelle PLE su autocarro alimentato dal PTO del veicolo) o elettrico (nelle versioni semoventi a batteria). La maggior parte dei modelli include sistemi di sicurezza attivi che bloccano i movimenti in caso di carico eccessivo o inclinazione del mezzo fuori dalle tolleranze previste.
Tipologie di PLE
Le Piattaforme di Lavoro Elevabili possono essere classificate secondo più criteri, come il baricentro del carico, le modalità di spostamento e altre caratteristiche specifiche.
Tipologie per baricentro
- Gruppo 1: quando la proiezione verticale del baricentro del carico rimane sempre all’interno delle linee di ribaltamento, garantendo una maggiore stabilità.
- Gruppo 2: quando la proiezione verticale del baricentro del carico può trovarsi all’esterno delle linee di ribaltamento, richiedendo una maggiore attenzione durante l’utilizzo.
Tipologie per spostamento
- Autocarrate: montate su veicoli, ideali per lavori che richiedono frequenti spostamenti su strada.
- Rimorchiate: trainate da altri veicoli, offrono flessibilità senza necessità di un motore dedicato.
- Semoventi: dotate di un proprio sistema di propulsione, possono muoversi autonomamente all’interno di un cantiere.
- Presenza di stabilizzatori:
- Con stabilizzatori: forniscono una maggiore stabilità durante l’uso, particolarmente utili su terreni irregolari.
- Senza stabilizzatori: offrono maggiore mobilità e sono adatte a superfici piane e stabili.
Altre classificazioni:
- PLE su autocarro: montata su veicolo commerciale, combinazione tra mobilità stradale e capacità operativa in quota. Adatta a interventi su strade, impianti e manutenzione urbana. Soluzione indicata per aziende che lavorano su più cantieri o in aree geograficamente distanti, dove il trasporto di una PLE semovente su rimorchio risulterebbe oneroso.
- PLE semovente articolata: autonoma, con bracci snodati che permettono di lavorare intorno agli ostacoli e sotto strutture.
- PLE semovente telescopica: braccio dritto per altezze elevate in spazi aperti, minor capacità di aggiramento degli ostacoli rispetto all’articolata
- PLE a pantografo (forbice): piattaforma verticale, adatta a lavori su superfici piane e in ambienti interni
Normative di riferimento per l’uso delle PLE
L’utilizzo delle PLE è regolato da diverse norme che hanno l’obiettivo di garantire la sicurezza degli operatori e la corretta gestione delle attrezzature.
L’utilizzo della PLE richiede:
- Formazione specifica e abilitazione dell’operatore secondo l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, sia per lavoratori dipendenti che per lavoratori autonomi, distinguendo il corso in piattaforme con stabilizzatori (10 ore), senza stabilizzatori (8 ore) o entrambe le categorie. La durata del patentino, una volta superato il test finale, è di 5 anni.
- Verifica periodica dell’attrezzatura ai sensi del D.Lgs. 81/08 (Allegato VII)
- Uso corretto dei dispositivi di protezione individuale (DPI) all’interno del cestello
- Piano operativo per i lavori in quota con valutazione dei rischi specifici
I riferimenti principali sono il D.Lgs. 81/2008, l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 e la norma tecnica UNI EN 280.





